Penso di essere uno dei pochi, se non addirittura l’unico, a non aver scoperto Levante con il singolo tormentone “Alfonso”, uscito ormai due anni fa. Non saprei dire perché me lo sono perso, forse è semplicemente che stare attenti a tutto, in questi anni frenetici di uscite discografiche, è praticamente impossibile.

Ho recuperato “Manuale di distruzione”, il brillantissimo disco d’esordio della giovane siciliana, solo questa primavera, quando mi stavo preparando per seguire il Miami.

Avvenimenti sportivi di cui sarebbe meglio tacere mi hanno poi impedito di presenziare, per cui il concerto del Carroponte ha rappresentato la prima occasione per ammirare dal vivo uno degli artisti più talentuosi della nuova generazione.

Nel frattempo è uscito “Abbi cura di te”, che si avvale di un deal prestigioso con la Carosello Records e che ha portato il nome Levante ad essere sulla bocca di tutti ancora più di prima.

Inutile nasconderselo, ormai è il fenomeno del momento: dalla doppia partecipazione al concerto del Primo maggio, all’intervista su Radio DeeJay, ai pezzi su Repubblica e Rolling Stone, Claudia Lagona ha trasceso completamente la dimensione cosiddetta “indie” per approdare a ben altri circuiti, quelli che notoriamente vengono etichettati sotto il termine “mainstream”.

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